In questo articolo scopriamo tutto sull’occupazione temporanea del suolo pubblico: cos’è, costi e pagamento. Facciamo chiarezza su come richiedere le autorizzazioni per eventi o attività temporanee.
Occupazione temporanea del suolo pubblico: cosa significa?
Per comprendere cosa sia l’occupazione temporanea del suolo pubblico, partiamo col dare una definizione più ampia di cosa sia l’occupazione di suolo pubblico in generale.
Per “occupazione di suolo pubblico” si intende l’utilizzo di aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti pubblici. Questo utilizzo può essere permanente o temporaneo, appunto.
Se per esempio hai un’attività commerciale che occupa una porzione, anche piccola, di spazio esterno che non è di sua proprietà (e dunque appartiene al Comune) dovrai richiedere un’autorizzazione specifica per occupazione di suolo pubblico. Naturalmente, dopo aver richiesto (e ricevuto) l’autorizzazione dovrai anche pagare il Canone Unico Patrimoniale.
È importante capire che non stiamo parlando solo di mezzi pubblicitari, ma di qualsiasi struttura che andrà a occupare il suolo pubblico.
Ti sarà capitato, mentre cammini per strada, di vedere qualche insegna pubblicitaria di un bar, di un ristorante o di un negozio, ma anche tavolini e sedie all’aperto, dehors ma anche ombrelloni… ecco, ogni cosa che vedi sta occupando una porzione di suolo pubblico e quindi necessita di autorizzazione e il relativo pagamento del CUP.
Occupazione di suolo pubblico: quando è “temporanea”?
Abbiamo capito che l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico va richiesta (e ottenuta) ogni volta che una porzione di suolo pubblico viene utilizzato per finalità private o commerciali.
Questi due fattori (autorizzazione e pagamento) variano a seconda della dimensione della porzione di suolo occupata, ma anche della tipologia di “struttura” che si vuole installare e, naturalmente, della durata dell’occupazione.
E qui ti potresti chiedere: ma come si stabilisce se si tratta di occupazione temporanea o permanente?
Te lo spieghiamo subito. Nel caso di insegne, cartelli pubblicitari, totem o strutture installate su suolo pubblico per una durata superiore all’anno o per le quali non è indicato espressamente un termine di scadenza, vengono considerate fisse e dunque occupazione di suolo permanente.
Sono considerate permanenti anche le occupazioni superiori a 60 giorni “ricorrenti” per almeno 2 anni consecutivi.
In tutti gli altri casi, per esempio espositori esterni, strutture promozionali o allestimenti stagionali della durata di meno di un anno, si parla di occupazione temporanea di suolo pubblico.
Come si ottiene l’autorizzazione per occupazione di suolo pubblico?
Nel caso di occupazione temporanea di suolo pubblico, in alcuni Comuni potresti dover richiedere di persona l’autorizzazione alla Polizia Locale, mentre in altri Comuni potresti dover semplicemente fare una richiesta digitale.
Per l’ottenimento, a seconda del Comune, potresti riceverla subito o nel giro di pochi giorni, oppure ci potrebbe volere fino a massimo 30 giorni di tempo.
Per questo motivo, ti consigliamo di non aspettare all’ultimo a richiedere l’autorizzazione, ma di partire almeno 30 giorni prima dell’esposizione.
C’è poi da considerare che, in alcuni casi di occupazione temporanea, potresti dover richiedere un’autorizzazione specifica anche per l’accesso in centro storico o in zona ZTL di camion (o altri mezzi) per la durata dell’installazione o la disinstallazione dei cartelli, insegne etc.
E se parliamo di occupazione temporanea di suolo pubblico per eventi (fissi o itineranti)?
Anche in quel caso ci sarà da richiedere e ottenere la concessione, esplicitando anche la misura dell’area che si andrà a occupare.
Ci sono poi ulteriori autorizzazioni da richiedere se per esempio durante gli eventi distribuirai gadget o materiale promozionale… ma ne parleremo in un altro momento.
Quanto costano l’autorizzazione per l’occupazione temporanea di suolo pubblico?
Non esiste, purtroppo, una risposta univoca. Le tariffe, infatti, variano in base alla normativa del Comune.
In generale, però, possiamo dire che per le occupazioni temporanee, il pagamento del Canone è commisurato ai giorni effettivi di occupazione (ma anche qua dipende dal Comune) e, tendenzialmente, ci sono dei giorni minimi di occupazione.
E se occupi il suolo pubblico senza permesso?
Solo perché stiamo parlando di occupazione temporanea, non significa che tu non debba richiedere l’autorizzazione. Ma non solo richiederla, anche ottenerla. Sembra un passaggio scontato, ma non è così.
Installare un mezzo pubblicitario (o qualsiasi altra struttura) senza il permesso (e aver pagato il Canone unico) ti fa andare incontro a una serie di conseguenze spiacevoli.
Prima di tutto, potresti incorrere in multe, anche piuttosto salate. Poi il Comune potrebbe richiedere:
- il recupero del Canone Unico Patrimoniale (cioè il pagamento retroattivo del canone dovuto, in aggiunta alla multa)
- la rimozione del mezzo pubblicitario o della struttura
- un blocco o ritardo nelle successive autorizzazioni (pregiudicandoti così una seconda possibilità).
Lo sappiamo bene: le normative e i regolamenti sono tanti e diversificati, scadenze e modalità di pagamento variano da Comune a Comune.
Se non sai come districarti tra tutta la burocrazia e il reperimento di informazioni, diventa davvero complesso.
Per questo, ti consigliamo di affidarti a qualcuno (noi) che siamo specializzati in gestione delle autorizzazioni pubblicitarie e concessioni di suolo pubblico, pagamenti del Canone Unico e molto altro.
Non aspettare, mettiti in contatto con noi per ricevere una prima consulenza senza impegno.



