Richiedere e ottenere l’autorizzazione per l’installazione dei cartelli pubblicitari prevede conoscenze tecniche (burocratiche, legislative e amministrative) che non si possono improvvisare. In questo articolo vogliamo illustrarti brevemente gli step fondamentali, i requisiti e i costi.
Autorizzazione per l’installazione di insegna pubblicitaria
Immaginiamo di essere un noto marchio di ottica in franchising, operativo in tutta Italia. Essendo un business in franchising, i punti vendita affiliati saranno sparsi in diverse città. Ognuno di essi sarà “brandizzato”: arredato e caratterizzato attraverso l’applicazione di elementi distintivi al fine di rendere ogni negozio riconoscibile e riconducibile al brand.
Tra i vari elementi distintivi, ci sono le insegne pubblicitarie, le cartellonistiche, le targhe, le vetrofanie e ogni tipo di pubblicità (temporanea o permanente) per l’identificazione dei punti vendita.
Per installare insegne e cartelli, targhe, striscioni e qualsiasi tipo di elemento pubblicitario su luoghi visibili da pubblica via o luoghi accessibili al pubblico, si deve sempre presentare all’ente territorialmente competente la richiesta di permessi pubblicitari.
Ma come per il Canone Unico, anche per le autorizzazioni pubblicitarie si ha purtroppo a che fare con una vastità di normative e regolamentazioni territoriali che variano da Comune a Comune e da Provincia a Provincia. Per questo, non è possibile identificare a priori un iter uguale per tutti i punti vendita (perché dipende dal luogo in cui si trovano).
Oltre alle insegne pubblicitarie da installare presso i punti vendita, esiste l’eventualità di dover richiedere le autorizzazioni per le insegne di esercizio diffuse in città (o in un perimetro delimitato).
Insegna pubblicitaria o insegna di esercizio?
È importante sottolineare la differenza tra insegna pubblicitaria e insegna di esercizio per comprendere la tipologia di autorizzazione da richiedere e, altrettanto importante, quali sono i costi relativi al pagamento dell’imposta specifica.
Quando parliamo di insegna pubblicitaria ci riferiamo a qualsiasi cartello che trasmette messaggi pubblicitari o propagandistici (sia direttamente sia tramite sovrapposizione di altri elementi) al fine di attirare potenziali consumatori ed esaltare il prodotto (il riferimento si trova nell’articolo 47 del D.P.R. n. 495 del 1992).
L’insegna di esercizio, invece, segnala il luogo dove si trova l’attività commerciale in questione. È la classica insegna che si trova nelle pertinenze dell’attività (per esempio sopra la vetrina o nel parcheggio del negozio) e serve a orientare la clientela. Ha quindi una funzione non propagandistica ma prettamente di “geolocalizzazione” o di indicazione.
Le differenze tra queste due tipologie di insegne riguardano:
- il tipo di autorizzazione da richiedere
- le tasse da pagare
In generale, il canone unico sulla pubblicità è obbligatorio per «ogni forma di comunicazione», che è sicuramente una definizione piuttosto ampia, ma non al punto da farvi rientrare anche le vetrofanie, per esempio.
Come installare cartelloni pubblicitari: procedure da seguire
Se da un lato non è possibile individuare in modo chiaro e netto un iter uguale per ogni insegna pubblicitaria e città (al netto del fatto che di sicuro andranno interpellati gli Enti territorialmente competenti), dall’altro è possibile individuare alcuni passaggi fondamentali preparatori per la gestione corretta delle autorizzazioni.
Lo studio di fattibilità
Effettuare uno studio di fattibilità significa verificare che le insegne o altre pubblicità che un’azienda vuole esporre siano conformi, e dunque autorizzabili, dagli Enti in questione. Grazie allo studio di fattibilità si capisce se il progetto pubblicitario di un’azienda è realizzabile, in linea con gli obiettivi di business.
Lo studio di fattibilità consiste in:
- verificare quali Enti sono effettivamente coinvolti nella richiesta di permessi per la pubblicità;
- verificare gli eventuali vincoli paesaggistici che hanno lo scopo di proteggere le aree di particolare pregio estetico e ambientale da interventi che potrebbero comprometterne il valore;
- analizzare le normative di ciascun Ente per capire se il progetto è in linea con ciò che viene autorizzato a livello territoriale relativamente alla pubblicità.
Richiesta di autorizzazione per l’insegna pubblicitaria
Fino a qui, abbiamo capito che quando si parla di autorizzazioni pubblicitarie si intende un insieme di permessi legati alla pubblicità che possono essere rilasciati non soltanto dagli Enti comunali, ma anche da quelli provinciali e altri soggetti che, oltre alle Leggi a carattere nazionale, seguono regolamenti propri, a seconda delle esigenze e del proprio territorio.
Il contesto, come vedi, è complicato. È sicuramente difficile districarsi da solo tra normative e regolamentazioni per la richiesta di autorizzazioni pubblicitarie.
Ecco perché è fondamentale, e diremmo necessario, affidarsi a professionisti esperti del settore, come 360°: siamo una società specializzata nella gestione e regolarizzazione di tutti gli aspetti amministrativi e burocratici legati ai mezzi pubblicitari dei punti vendita delle aziende in Italia (autorizzazioni e canone unico patrimoniale).
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